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mercoledì 9 gennaio 2013

Progetto Angels


NOTE: questo è un progetto che sto sviluppando. secondo i piani dovrebbe diventare una serie di storie da 22 pagine da autoprodurre (per il come e il quando rimandiamo ad un post futuro) al momento questa è una presentazione dei punti chiave. la storia in se per se sta subendo alcune limature.
potete rendervi utili in due modi: 
1)dire che ne pensate
2) se siete disegnatori e vi va di metterci mano offrivi per la parte grafica del progetto (contattatemi in privato)
buona lettura.
PS: l'immagine qui sopra è presa a caso da internet.


Angels

Concept
L'umanità è sull'orlo dell'abisso. Nelle ombre della Terra i demoni ed altre mostruosità sussurrano alle orecchie degli uomini trascinandoli sulla via del male. Michael, il più grande tra gli arcangeli vaga sulla terra in spoglie mortali. Dio stesso lo ha incaricato di ripulire la Terra dal male.
Ma forse è tutto nella sua testa, le terribile conseguenza del crollo nervoso che ha subito in Iraq. Forse la sua missione è solo il delirio di un folle, nulla è reale tranne i mostri.
Perché i mostri esistono davvero.

IL PASSATO
Cresciuto in una famiglia di origini irlandesi il forte senso del dovere e una rigida istruzione cattolica hanno portato Michael ad arruolarsi nelle forze americane già ai tempi della prima Guerra del Golfo. Naturalmente portato per la guerra Michael riuscì in poco tempo a scalare i ranghi militari fino al grado di capitano nei corpi speciali dei marines. Lui e la sua squadra eseguivano missioni speciali sul territorio nemico durante la seconda invasione dell'Iraq.
I resoconti qui si fanno frammentari: quella che doveva essere una semplice missione di recupero si trasforma in un totale fallimento. La squadra del capitano Michael viene spazzata via da nemici ostili sconosciuti. Il capitano stesso risulterà disperso per otto giorni per poi fare ritorno in stato confusionale e gravemente ferito al campo.
Ulteriori indagini non riescono a ricostruire gli eventi. Tre mesi dopo Michael viene congedato per motivi psicologici e rimandato in patria. I medici diagnosticano un crollo nervoso e una forte psicosi a sfondo religioso. Interrogato il capitano dichiarerà sempre di aver incontrato Dio.

QUELLO CHE E' SUCCESSO DAVVERO
Durante la sua ultima missione la squadra di Michael avrebbe dovuto ripulire un edificio nei pressi di Baghdad. La missione procedeva secondo i piani ma, durante le fasi finali delle operazioni la squadra è stata assalita da creature inumane simili ad enormi uomini bestia. Per quanto abili gli uomini di Micheal sono rapidamente capitolati e il capitano stesso ha perso conoscenza durante la battaglia. Non sa come sia sopravvissuto a quelle creature, non sa cosa abbia fatto negli otto giorni di vagabondaggio nel deserto. I suoi ricordi si interrompono per riprendere nel momento in cui lui torna al campo base americano.
Da quel momento Michael ha percepito una presenza estranea nella sua testa. Lui è convinto si tratti dell'arcangelo Michele che lo ha protetto nel momento del bisogno ed ora guida le sue azioni per i suoi scopi.

ORA
Michael ha intrapreso una vita di vagabondaggi spostandosi di città in città seguendo il suo istinto e le indicazioni fornitegli dall'angelo per portare avanti una caccia spietata alle creature inumane come quelle che lo hanno aggredito in Iraq.
Negli anni successivi al congedo ha incontrato vari tipi di creature paranormali come vampiri, licantropi e spettri. La voce dell'angelo lo guida di città in città attraverso un reticolo di cospirazioni e intrighi portati avanti dalle creature della notte.
Michael non si cura delle conseguenze legali della sua crociata convinto di stare combattendo una guerra più grande delle leggi umane. In molti stati la polizia è stata vicina a catturarlo ma sembra che la fortuna, o la provvidenza, lo tengano sempre un passo davanti agli inseguitori.

IL NEMICO
la maggior parte delle creature a cui Michael da la caccia sono creature isolate che vivono in maniera parassitaria nella società umana come vampiri o creature mutaforma. Non tutti i suoi avversari sono inumani. Alcuni umani in grado di utilizzare la magia possono diventare bersagli o alleati in base all'uso che fanno delle loro capacità.
Oltre alle creature isolate ci sono i demoni: bersagli principali della caccia. Variano molto in potenza e forma in base alla loro gerarchia: alcuni hanno una forma umana e piccoli poteri mentali; altri, i più potenti, sono veri e propri spiriti che corrompono e manovrano pedine umane per i propri scopi. I demoni lavorano di concerto ad un loro personale piano di corruzione globale cercando di coordinarsi ed aiutarsi l'un l'altro. Il loro scopo è scatenare l'apocalisse.

IL NEMICO DENTRO
ultima delle minacce che Michael deve affrontare sono le sue stesse paure. La sua missione e le creature che combatte sono troppo assurde per essere reali. Una parte di lui ha paura di essere semplicemente impazzito. La sua psicosi gli potrebbe far vedere creature mostruose dove invece ci sono solo persone. Teme di essere diventato un serial killer o qualcosa di peggio.


mercoledì 28 novembre 2012

Solo sei maledette tavole


potrei dire una fesseria di quelle forti ma questo è quello che credo di aver capito al corso e dal sentito dire comune: la gente (anche quella del settore) si scoccia di leggere. Soggetti, sceneggiature sono pallose. Parole, solo parole messe in file una dietro l'altra fino a formare frasi e periodi e interi paragrafi. Sono cose noiose. Me ne rendo conto perché sotto sotto so che mi annoierei pure io.
E allora come faccio a presentare i miei progetti per vedermeli rifiutati almeno con la soddisfazione che qualcuno li abbia guardati?

Semplice, si fa come per i bambini: si usano le figure. Si fanno cose semplici e felici e soprattutto piene di figure. Così quando al povero redattore di turno capiterà in mano una storia mia potrebbe decidere di perderci dieci secondi prima di passare ad altro. Solo per guardare le figure. Magari poi gli scappa anche di leggere le vignette, magari gli piace. Magari gli piace al punto da decidere di andarsi a leggere il soggetto e tutto il resto. È un attimo.
Si, magari è una possibilità su un milione che si verifichino tutte queste condizioni. Magari il redattore trafelato sta correndo al bagno dopo un cappuccino di una certa importanza ma soffre di quel particolare tipo di stitichezza che lo costringe a leggere sul sacro trono di ceramica. Magari correndo afferra proprio il progetto mio (per le belle figure). Volesse il cielo che la faccenda in bagno richiede più del dovuto, abbastanza da finire le pagine a fumetti. Magari la storia l'ha stuzzicato, magari si va a leggere il soggetto. A quel punto i casi sono due: o è finita la carta igienica e il progetto fa una fine indecente o all'uscita dal bagno (rinfrancato da quel buonumore che solo una cacata sa dare) il redattore pensa che il progetto possa avere una possibilità.
Si è una possibilità su un milione ma come dice il buon Pratchett in A me le Guardie “una possibilità su un milione si avvera 9 volte su 10 perché agli dei piacciono le sfide impossibili.”

ma ora inizia il vero problema. Canonicamente si fanno sei pagine (tavole) di fumetto per dare un idea di come si realizzerà l'idea, oltre che per tutti i motivi di cui sopra, quindi in quelle 6 tavole deve esserci tutto: devono essere interessanti, devono far venire voglia di approfondire, devono essere fatte bene e magari far capire il più possibile della storia. Insomma sono come i trailer dei film. In base a quello qualcuno deciderà se spenderci i soldi o no.
Ora dopo questo lungo preambolo capirete perché è una settimana che cerco di comprimere un idea da circa 80 pagine in sole sei di sceneggiatura. Ovviamente non è una di quelle cose semplici che magari subito fai. No no! È una di quelle cose contorte che di solito fanno capolino nel cervello verso le 3 del mattino mentre barcollo verso il bagno. Quelle idee che germogliano sul quaderno fino a prendere vita propria dopo vari ragionamenti (ed io stronzo che pensavo nascesse tutto in una botta perché arriva la fata turchina e ti pianta la storia in testa).
Ecco spiegato perché è una settimana che scrivo ste maledette sei tavole senza mai essere contento.
Ma forse a sto giro ci siamo.